mercoledì 13 febbraio 2019

“Era una che poteva essere e non è, perché la vita l’ha fatta diventare miserabile”


Ieri sera in scena al Piccolo Teatro c’era "I Miserabili" di Victor Hugo, per la regia di Franco Però.
Condensare in 3 ore tutte le 1500 pagine del libro non è facile, ma l’adattamento dei testi di Luca Doninelli riesce a cogliere il senso ultimo del romanzo, riuscendo a trasportare il pubblico in una profonda riflessione che arriva dritta al cuore dell’etica di oggi
La vicenda dell’ex galeotto Jean Valjean, interpretato magistralmente da Franco Branciaroli, liberato dopo vent'anni di lavori forzati ed in cerca di un possibile riscatto, di un posto nella società, incrocia le vite d’altri più miserabili: quella della morente Fantine, giovane ragazza madre sfuggita all'arresto per prostituzione, e delle sua sfortunata figlia Cosette,  quella di Marius, rivoluzionario e idealista che si innamora di Cosette.
 Ma, nonostante il cambio di vita, la  miseria da cui proviene sarà sempre lì, pronta a riprenderlo, nella figura dell'ispettore Javert. Perché la miseria non è un valore assoluto: è la Società, quella di allora come quella di  oggi che giudica, decide, etichetta: "è la società", dirà lo stesso Valejean, "a fare i galeotti". E allora bisogna distinguere. Separare la miseria economica da quella morale: se la prima va al di là della volontà (la triste vicenda del protagonista ha origine dal furto di un pezzo di pane, commesso da ragazzo, per cui sarà costretto a subire vent'anni di carcere), la seconda si fonda sulle scelte di ognuno.
Perché “I Miserabili” non è una commedia e non è un tragedia: è un dramma, un dramma sociale. Ed occorre ricordarlo prima e dopo aver comprato il biglietto: perché può piacere o meno, che si sia letto il romanzo o che se ne ignorino trama e personaggi, ma è comunque necessario accostarsi al dramma, a questo dramma, disposti a lasciarsi coinvolgere, ad accettarne i ritmi ed i toni.
Riuscire a cogliere l’occasione per tornare a riflettere e lasciarci commuovere da uno di quei testi che continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni epoca, costituendo un inestimabile patrimonio dell’intero genere umano, da preservare e continuare a raccontare.
ANDATECI!

martedì 5 febbraio 2019

Cielo in prevalenza sereno - temperature in linea con il periodo

Con il sole fresco
l'inverno respira
insieme al vento

Mirabolanti fantasie
vanno tra sogni e ricordi
in cerca di una qualche perfezione

Discorsi calibrati
amici ostili
seguono pensieri,
dannate preghiere
e confessioni assolte

Il tempo imprigiona
le parole
e ci assistono
gli echi dei silenzi.

venerdì 9 novembre 2018

Lieve leggerezza

Lassù
la limpida luna
luccica languidamente,
limita la lontananza

Lungo la loggia,
Leggere lucine
le lacrime lungo le labbra
lungamente lasciate libere


Laggiù
la lampara lampeggia
lenta,
laboriosa

Le lenzuola
lambiscono le lettere
leggo liriche leggere
lasciando libera
la lussuosa libidine
e la luna lemme lemme
leva la luce:
lunedì.

L’insostenibile pesantezza della routine


Mattina, sveglia, doccia, vestiti a caso, caffè, freddo, auto, traffico, ufficio, caffè, discorsi vuoti, riunioni inutili, lavoro, pranzo, caffè, lavoro, auto, traffico, parcheggio impossibile aperitivo, cena arrangiata, casa, letto.
E domani...di nuovo...si ricomincia. UGUALE!
Goethe diceva che "una vita inutile è una morte anticipata". 
A volte c’è bisogno di perdersi.
Io ho sempre dei momenti in cui tentenno, dei bivi noti in cui esito.
Perdersi un po', dove è impossibile, mi viene facile. A volte giro più volte intorno a una rotonda, per convincermi che non mi smarrirò.
Ma ogni giorno mi accade, avanti e indietro da questa vita.
Ogni giorno mi perdo un po' e un po' mi ritrovo.

“Era una che poteva essere e non è, perché la vita l’ha fatta diventare miserabile”

Ieri sera in scena al Piccolo Teatro c’era "I Miserabili" di Victor Hugo, per la regia di Franco Però. Condensare in 3 ore t...