mercoledì 13 aprile 2016

“Viviamo tutti sotto lo stesso cielo, ma non tutti abbiamo il medesimo orizzonte.”

É tempo di orizzonti aperti, di visioni che superano un confine.
Leggerezze preziose ad ogni passo
Un’accortezza in ogni direzione,
così sarebbe bello
riuscire a conoscere tutte le parole
e poi non essere ancora nulla di nuovo.
Eppure pesa il pensiero,
come cadere nel vuoto.
come quando ripeti una parola all’infinito
 e non  ricordi più cosa voglia dire
Mi piace ascoltare il silenzio
per far ordine nella mia mente.
Questione di istanti
Colti, nell’atto di mimare la felicità.
Ci ritroveremo tutti in fondo,
sotto le stelle stanche di guardarci,
Ammassati al buio,
a misurarci gli uni contro gli altri i passi fatti
E non importano le tante pagine lette,
la storia la viviamo per attimi,
La vita passata la scorgiamo nelle righe nascoste tra le rughe,
nelle parole brevi incastrate tra ferite e cicatrici.
La luce muore in un punto imprecisato dietro la torre.
Vedo l’oceano davanti agli occhi e un orizzonte rosa da respirare.
 C’è una barchetta che naviga verso il largo e arriva lì, a tracciare una scia evanescente nei miei ricordi.
Di notte le strade sono lisce e silenziose.
Cammino senza fretta perché già so che a casa tanto non prenderò sonno.
La fiducia è una rete di schegge di vetro levigate dal tempo.
Si espande e copre tutto ciò che è nella testa. Lo cura e lo rafforza. Lo rende chiaro. Bello.
Questa notte ho fatto la lista della spesa, mentre dormivo.
Nella lotta tra lucidità e inconscio, dichiaro quest’ultimo vincitore incontrastato nel campo della creatività. 
Fossi poi abile a riportare quelle sensazioni e quelle atmosfere, mi adorerei e mi basterebbe leggere me stessa, per entrare nella mia ristretta ed esclusiva cricca di menti colte e raffinate, ma non lo sono.
Trattengo i termini, trattengo le immagini che si muovevano nel mio sogno. Trattengo gli attimi. Ma non è la stessa cosa. Non è neanche lontanamente la stessa cosa. Forse saper dipingere aiuterebbe.
O essere bambini, prima della corruzione del linguaggio, prima della necessità di capirsi e di farsi capire.
Pare che l’inconscio non riconosca le negazioni. Me lo ricorderò la prossima volta.
“Leggi fuori dalle righe, colora fuori dai margini. Sogna fuori dai cassetti, ché a sognare nei cassetti si cresce sonnambuli”.

UMAMI (il gusto dopo il gusto)

Morso dopo morso Ti assaggio Salata di sudore E di tempo perso -Le rondini tornano al loro nido Eroiche viaggiatrici del gusto- La mia...