venerdì 13 febbraio 2026

Kaamos di Gianfranco Vitucci




Kaamos, di Gianfranco Vitucci, è una raccolta che si muove interamente dentro uno spazio interiore instabile, dove il pensiero e la razionalità non trovano mai una vera conciliazione. Da questo attrito nasce una poesia sofferta, talvolta oscura, che non cerca di offrire risposte ma di sostare nel conflitto, nella frattura, nello squilibrio.

Il kaamos, termine finlandese che indica la lunga notte polare, rimanda a una sospensione della luce e diventa metafora di un’isola temporale: un luogo chiuso e insieme aperto solo al pensiero, al desiderio, alla perdita. È uno spazio mentale in cui il lettore è chiamato a entrare senza mappe, perché il viaggio non ha una meta definita, ma si dirama in continue possibilità, fino a ricondurre sempre allo stesso punto: noi stessi.

La scrittura di Kaamos è spesso ermetica, densa di metonimie e immagini che non si lasciano afferrare immediatamente. In alcuni testi si avverte una vera e propria sovrabbondanza del nulla: il vuoto non è assenza, ma materia poetica, campo di tensione. Questo approccio rende la lettura intensa, ma anche impegnativa. Non sempre le parole sembrano “cercate”, come se il poeta stesso ammettesse la difficoltà di trovarle,  talvolta, però le poesie più lunghe risultano ridondanti, perdendo forza proprio nella loro estensione.

In certi passaggi la scrittura assume un tono barocco, ricco, stratificato, a tratti eccessivo, mentre altrove colpisce per immagini particolarmente felici, come le “sillabe socchiuse dei pensieri”, capaci di condensare in pochi versi una forte suggestione emotiva. I temi ricorrenti sono l’amore, la caducità della vita, il passato “perduto e mai perso”, ma anche presenze quotidiane e concrete, la montagna, il gatto, le persone, che ancorano l’astrazione a scene di realtà.

La struttura della raccolta appare volutamente caotica, ma non sempre questa scelta risulta efficace. In alcuni punti si ha l’impressione che una suddivisione tematica o una sequenza più ragionata avrebbe giovato al ritmo complessivo, rendendo il percorso del lettore meno dispersivo. Ci sono poesie molto belle che forse avrebbero guadagnato forza con una maggiore asciuttezza.

Nel complesso, Kaamos è un libro che non cerca di piacere né di spiegarsi. Chiede attenzione, lentezza, e una disponibilità ad accettare l’opacità.

È una poesia che non promette una luce piena, ma non abbandona mai del tutto: accompagna nel buio con una presenza vigile, a tratti discreta, a tratti ostinata. E dentro questa fedeltà all’ombra affiora sempre qualcosa di umano e necessario, una forma di amore, magari trattenuta, magari imperfetta, ma sufficiente a rendere il viaggio non solo interiore, bensì condivisibile.

venerdì 31 ottobre 2025

Follow up


Nel corpo, orto d’ombra
una radice estranea tace.

La luna la guarda,
la disfa con silenziosa pazienza

mentre la pelle tace
come un muro in attesa di crepe.

Il resto resta in sala d’attesa,
con un numero in mano
e un caffè tiepido di speranza.

Poi un giorno
qualcosa si sposta
il corpo si aggiusta:

una fragile tregua
tra il battito e il respiro.

Finalmente!

Nel sangue torna il sole,
e la pelle si ricuce di vento.

L’alba, lenta
impara di nuovo il nome della carne.

martedì 6 agosto 2024

Passeggiata serale

 L'eterno sognatore passeggia 

nel fondo di un bicchiere


in un tramonto estivo

l'odore di lavanda

affiora

la gramigna

nel sofferto raccolto


L'idealista sognatore

immobilizzato nel rammarico

del dentifricio fuori dal tubetto:

l'ingiustizia degli scorpioni annegati

e le rane avvelenate.


Il disilluso si addormenta 

in un sonno senza sogni

cercando una fase rem di realistica sincerità


senza invidia per i rammendi giapponesi:

illusione di una guarigione.

mercoledì 24 aprile 2024

Insonnia

Nell'inquieta luce della sera

conto

i miei versi ad uno ad uno

per dormire in attesa di una rivoluzione.


C'è bisogno di prudenza anche nei sogni


Ossimori che diventano linguaggio

inarrivabile traguardo

tra le trame del fato.


Veglio sul domani

con in mano un filo di seta.


Lo intreccio

tra fragilità e bellezza


e mi addormento nel bilico 

di un equilibrista senza rete

perché la certezza è una probabilità alta.


Kaamos di Gianfranco Vitucci

Kaamos, di Gianfranco Vitucci, è una raccolta che si muove interamente dentro uno spazio interiore instabile, dove il pensiero e la razional...