venerdì 31 ottobre 2025

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Nel corpo, orto d’ombra
una radice estranea tace.

La luna la guarda,
la disfa con silenziosa pazienza

mentre la pelle tace
come un muro in attesa di crepe.

Il resto resta in sala d’attesa,
con un numero in mano
e un caffè tiepido di speranza.

Poi un giorno
qualcosa si sposta
il corpo si aggiusta:

una fragile tregua
tra il battito e il respiro.

Finalmente!

Nel sangue torna il sole,
e la pelle si ricuce di vento.

L’alba, lenta
impara di nuovo il nome della carne.

Clessidra

Ogni mattina consegniamo al tempo, otto monete. La sera restano tasche vuote. Quaranta ore appese a una settimana, come pietre alle caviglie...