venerdì 9 maggio 2014

"La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili"

I francesi sono paranoici. Da quando sono qui, cioè 3 mesi ho fatto 3 simulazioni di evacuazione ed è scattato l'allarme antincendio almeno 5 volte.
Ed ho già parlato delle assicurazioni che stipulano su qualsiasi cosa, oggi voglio parlare dell'allerta bombardamenti.
Mercoledì ero in riunione con il professore ed ho sentito una sirena, allora ho chiesto a lui cosa fosse e mi ha spiegato che suona ogni primo mercoledì del mese e serve solo a controllare che funzioni.
Mi sono documentata. Esiste una rete di sirene, che è attiva dalla seconda guerra mondiale chiamata RNA, Réseau National d’Alerte, rete nazionale d'allerta, costituita da 4500 sirene che permette di attirare rapidamente l'attenzione della popolazione nel caso fosse in atto un bombardamento o una catastrofe naturale.
E sono nazionalisti anche con il suono della sirena, la Francia ha definito addirittura un segnale nazionale unico, composto da un suono che sale e scende, di tre sequenze di un minuto separate da un silenzio di cinque secondi. La fine dell’allerta è annunciata con un segnale continuo di trenta secondi.
Il segnale test che si sente ogni primo mercoledì del mese, esattamente a mezzogiorno, invece, per fortuna dura un solo minuto.
Io trovo che sia angosciante!
Un'altra cosa che caratterizza i francesi è la loro fissazione per gli orari. Per esempio, i pub, durante la settimana, chiudono all'una di notte, un po' presto, ma ci può stare. Se non fosse che alle 00,45 ti cacciano dal locale sia che sia strapieno sia che sia vuoto e per evitare che tu dica "finisco la birra e vado",  ti danno un bicchiere di plastica in cui travasarla per levarti dai piedi.
Mi manca la cordialità italiana verso gli avventori, quelli che ti offrono il caffè o che ti arrotondano per difetto il conto.
Però spezziamo una lancia a loro favore:  mi piace la spensieratezza con la quale qui vivono e sperimentano cose anche le persone apparentemente inadatte, anziane o con qualche chilo di troppo o anche solo, un po' goffe e imbranate.
Li vedi nei parchi intenti nelle più strane attività circensi, come la slackline (camminare in equilibrio su una corda tesa tra due alberi) o il diablo oppure li incontri in città con i roller o il monopattino.
Mi piace!
Allora ho preso i miei roller e sono andata a pattinare, lungo il fiume e mi sono sentita libera e potente. Ho sentito di avere le potenzialità di vedere cosa c'è nell'altra faccia della luna, forse per un solo momento, ma è stato magico.

Certo, spesso ho provato la stessa sensazione pattinando sul lungomare di casa mia e forse avrei avvertito la stessa tranquillità e spensieratezza anche camminando o correndo o pedalando o allungata sul prato ma non lo saprò mai perché, come diceva Kundera, si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti né correggerla nelle vite future.

PS: Mamma non ti preoccupare, ci so andare con i pattini!

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